Museec – Mostra fotografica personale di Francesco Castaldo

Museec – Mostra fotografica personale di Francesco Castaldo

Concerti e visioni sonore
dal I settembre al 18 ottobre 2008 – Milano, Anteo SpazioCinema
inaugurazione lunedì I settembre ore 18:30

muSEEc raccoglie esperienze, visioni e suggestioni che da musica si trasformano in immagini. Un percorso di 35 fotografie, scatti inediti e non, racconta l’attività di Francesco Castaldo, giovane fotografo specializzato appunto in concerti.

muSEEc è musica da ascoltare e musica da vedere. È l’aspetto performativo dell’arte, l’energia immortalata in un’immagine capace di evocare la musica stessa, la sua forza o la sua grazia, l’euforia o la tristezza, il sentimento nato durante il concerto stesso e condiviso, in quel momento, dalla folla e dal cantante, nel rapporto biunivoco e impareggiabile dello spettacolo dal vivo. Il concerto corrisponde appunto all’aspetto più intenso della musica, del feedback immediato tra pubblico e cantante, della condivisione percettibile e sublimata dell’here and now.

Nel lavoro di Castaldo, scatti giovani e freschi, presi negli ultimi anni di tour, si trovano tracce di ironia, momenti di forte pathos, trasporto ed emozioni che accomunano artisti diversi tra di loro. I violoncelli degli Apocalyptica ricordano il moto ondulato del mare, in contrasto – e forse per questo ancora più suggestivo – con il loro heavy metal. Non mancano i Kiss, Lenny Kravitz e i R.E.M., accanto a un Ligabue quasi tenero, allo splendido Samuel dei Subsonica, a un Francesco Renga pieno di grinta e dolcezza. Foto che rievocano, in un percorso a sezioni, le note di una musica che ci appartiene sempre.
muSEEc è vedere, in bianco e nero o tra i colori delle luci. Ed è anche sentire, quando gli strumenti, in primo piano, ricordano che si tratta di uno spettacolo che ha la musica per protagonista. muSEEc è anche quello che da lontano si perde, l’espressione di attesa sofferenza del musicista, il sorriso, la risposta trovata in un suono. La mostra si articola secondo queste tre direttive, linee guida che hanno permesso di selezionare, nel poderoso lavoro di Francesco Castaldo, tre momenti di unione secondo una discriminante del tutto arbitraria ed emotiva, come si addice alle cose che piacciono d’improvviso. Come conviene alla musica e al suo impatto sensibile prima che razionale.

Colori del palco, strumenti per protagonisti, primo piano degli artisti: così si uniscono gli scatti e dalla visione si ritorna alla musica, fil rouge imprescindibile di questa prima esposizione di Francesco Castaldo.

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